Perchè i netbook non sono pronti per le aziende
I dati sulle vendite di netbook nel corso degli ultimi mesi sono stati largamente soddisfacenti e le stime per i prossimi anni lasciano ben sperare: l’andamento positivo del mercato è destinato a perdurare.
Questi incoraggianti risultati sono dovuti soprattutto al crescente apprezzamento dimostrato dagli utenti consumer desiderosi di computer portatili dalle dimensioni ridotte e dal prezzo contenuto.
Ma i netbook trovano terreno fertile anche presso il settore business? Stando alle dichiarazioni di professionisti del settore IT invitati da PC World ad esprimersi sull’argomento, la risposta è “non ancora”.
Per un professionista i punti di forza dei netbook attualmente sul mercato sono l’estrema portabilità e l’ampia autonomia, ottenendo al contempo prestazioni computazionali sufficienti, hard disk performanti e connessioni wireless soddisfacenti. Con il diffondersi del cloud-computing per un’azienda i netbook diventerebbero ancora più appetibili.

Gli aspetti positivi fin qui elencati, però, vengono messi in secondo piano da quelli negativi quando il netbook viene considerato come unico computer utilizzato dal professionista.
Troppo piccoli, troppo lenti.
In ambiente lavorativo, l’utente sarebbe disposto ad utilizzare un netbook come unica macchina se avesse una tastiera più comoda, un monitor più grande, un hard disk più capiente ed una CPU più potente. Gli attuali netbook verrebbero invece adottati come computer di backup oppure utilizzati esclusivamente da utenti business che non necessitano di particolari caratteristiche tecniche.
Non sarebbero sinonimo di risparmio economico.
E’ vero che il costo di un netbook è solitamente inferiore a quello di un PC tradizionale, ma come diretta conseguenza dell’adozione di netbook da affiancare al PC principale l’azienda sarebbe costretta a maggiori esborsi.
I classici notebook inoltre sono generalmente considerati più affidabili, quindi l’azienda avrebbe il timore di dover ricorrere maggiormente all’assistenza tecnica, correndo così il rischio di aumentare i disagi e diminuire la produttività.
D’altro canto, l’utente professionista sarebbe disposto a pagare di più pur di avere un netbook di dimensioni contenute e dotato di grande autonomia: questo sarebbe il caso di ingegneri, sviluppatori o figure professionali impegnate in frequenti viaggi di lavoro e che, ad esempio, utilizzerebbero il proprio netbook nelle aree aeroportuali e nelle camere d’albergo.
Sicurezza a rischio.
Sicurezza e criptaggio dei dati sono fattori critici per numerose aziende. Un netbook è un dispositivo caratterizzato da dimensione e peso ridotti: queste caratteristiche aumentano il rischio di smarrimenti e furti. Se la localizzazione del netbook fosse garantita, il problema sarebbe ridimensionato.
Laptop tradizionali di fascia alta integrano sistemi di criptaggio: l’azienda potrebbe provvedere ad equipaggiare i notebook con gli stessi sistemi, ma la spesa da sostenere non giustificherebbe l’intervento.
Il fatto che il settore business non sia ancora pronto ad accogliere le attuali proposte nel campo netbook (il cui sistema operativo più diffuso è Windows XP di Microsoft e la cui architettura più utilizzata è Atom di Intel), paradossalmente lascia sia a Microsoft sia ad Intel spazio libero nelle vendite di costosi laptop adatti alle esigenze aziendali.
I due colossi americani si trovano davanti ad un dilemma: potenziare le caratteristiche tecniche dei netbook assecondando le richieste degli utenti professionisti porterebbe ad una parziale sovrapposizione con il campo dei notebook tradizionali, lasciando adito a conseguenze al momento difficilmente prevedibili.





Gianluca
” l’utente sarebbe disposto ad utilizzare un netbook come unica macchina se avesse una tastiera più comoda, un monitor più grande, un hard disk più capiente ed una CPU più potente. ”
Insomma, sarebbe disposto a comprare un netbook a patto che non sia un netbook! LOL!
Cmq l’articolo è totalmente condivisibile: io suggerirei alle aziende di lasciare le cose come sono: perchè dovrebbero vendere pc poco costosi ai professionisti? Ci rimetterebbero e basta
bigo72
Provo ad immaginare l’acquisto di decine di EeePC con Xandros per favorire la mobilità e la produttività in azienda…..e sorrido :-)
burchio
per molte aziende…un netbook sarebbe PIU CHE SUFFICIENTE…ottusità e basta
roster
Analisi chiaramente viziata da “fattori esterni”.
Ah, e sono talmente ignoranti o in malafede da ignorare che la criptazione si può benissimo fare in software con Truecrypt o equivalenti.
La realtà è che un buon netbook basterebbe e avenzerebbe al 90% delle aziende, ma non è giusto far spendere così poco a un’azienda, no..
Gianluca
@ roster: ma su, un netbook è chiaramente un “secondo computer”: quanti di voi hanno solo il netbook? Ad un ingegnere vuoi dargli solo un pc con schermo da 10 pollici? Se fai così gli devi pagare anche le visite oculistiche, perchè quando lavori tutto il giorno al pc, 10 pollici non bastano…. garantito!
Altra cosa per un tecnico che deve usarlo solo fuori sede
roster
Gianluca, è chiaro che un netbook o un notebook sono *per ora* computer secondari.
Ma vuoi che un’azienda si preoccupi di spendere 1000€ per un desktop, spesa che tra l’altro detrae dalle tasse, e affiancarci un portatilino per la mobilità?
E comunque niente vieta di collegare il netbook al monitor da scrivania, la presa vga di fianco all’eeepc serve a questo ;-)
Luca
Esperienza personale: appena ho visto il primo eee ho detto “Lo voglio !!!”… per me, ma anche ma per la mia azienda.
Ora ne sto comprando 30 per la mia forza vendita al prezzo che avrei pagato per 5/6 laptop e se se ne rompe uno chissenefrega perchè ne tengo un paio di scorta, comunque è sempre molto più economico della soluzione tradizionale.
Ma scusate ma chi lo dice che i PC servono solo per autocad o photoshop ??
A noi serve solo per collegarsi ai server aziendali ed inviare ordini online.
Grazie ASUS !
Gianluca
Certo Luca, dipende chiaramente dall’uso… è per questo che l’Eee non è pronto a priori, ma può esserlo per alcune applicazioni.
Quindi ok per inviare ordini al server, ok per il tecnico che deve andare sul campo, andiamo male su altri versanti che spesso sono importanti nelle aziende.
Fabbro
Si potrebbe parlare anche della sostituzione dei computer fissi delle aziende con nettop! Risparmio energetico, costo ridotto, niente stanze assordanti per i milioni di ventolone accese, risparmio sulle cose inutili, abolite!
Luigi
i laptop di fascia alta hanno la possibilità di attaccarsi ad un deck che replica i comandi su una stazione fissa.
In pratica hai un fisso (monitor grande, tastiera e mouse) a cui manca il cuore che sarebbe il notebook. All’ aggancio su tale deck i comandi di input ed output primari diventano quelli collegati al deck.
Questo permette ad un’ azienda di configurare il notebook per operare in lan (dove molte aziende possiedono un file server con RAID e backup quotidiani) e in caso di necessità all’esterno.
Le aziende che necessitano di alti standard di sicurezza usano true crypt o simili e diffidano di connessioni wireless aperte e solitamente hanno possibilità di accedere a VPN aziendali usando strumenti accessori (smart card, certificati generati internamente all’azienda,ecc).
Tutte cose che i netbook non offrono…
Simonite
Sorry Luigi, non capisco.
True encrypt è software
I certificati digitali generati internamente spesso risiedono sul pc e non sono su smartcard
ci sono lettori di smartcard esterni
con wifi con autenticazione, crittografia e poi certificato ci fai tutte le vpn che vuoi
etc etc
tutte cose che anche i netbook offrono…