SSD +Optimizer: Asus sta alla finestra
Apacer ha presentato alla stampa dei nuovi moduli SSD ottimizzati con il software HyperFast, che promette di aumentare la durata e le prestazioni dei dischi. Le SSD +Optimizer, questo il nome dei nuovi dischi, nascono in collaborazione con Diskeeper Corporation e si caratterizzano dall’implementazione della tecnologia InvisiTasking, che risolverebbe del tutto il problema del calo di prestazioni che affligge i modelli attuali.
Molte schede SSD al momento in commercio, tendono a deteriorare le proprie caratteristiche con il tempo; si stima che in sei mesi, si possa perdere il 20% delle prestazioni iniziali.
Le SSD + Optimizer al contrario, grazie alla tecnologia InvisiTasking (propria del software HyperFast di Diskeeper), garantirebbero massime prestazioni per tutto il ciclo di vita, evitando il deteroriamento a cui sono destinati i modelli attuali; Apacer assicura che il processo di ottimizzazione avviene in periodi di inattività della CPU, in modo del tutto trasparente per l’utente e senza gravare sulle prestazioni generali del sistema.
Apacer riporta anche dell’interesse di Asus verso questi nuovi modelli, proprio per l’utilizzo nei prossimi modelli di Eee PC; sembra si stia già lavorando alla loro implementazione.










cyberjabba
Deterioramento dovuto a cosa?
LjL
Appunto, dovuto a cosa? La frammentazione (cosa che l’InvisiTasking di Diskeeper, e Diskeeper in generale, sono progettati per eliminare) non dovrebbe affliggere le memorie a stato solido.
Non perché queste non si frammentino, ma perché visto che non c’è tempo di seek, il fatto che un file sia frammentato è irrilevante.
D’altronde è proprio questo il vantaggio sempre sbandierato dai sistemi SSD rispetto ai dischi fissi: per quanto la velocità di lettura sostenuta sia più bassa, non c’è seek, quindi – almeno secondo la tesi classica – le SSD sono più veloci nei compiti tipici che devono svolgere.
E invece Diskeeper Corp. sostiene che questo vantaggio se lo siano inventato i produttori di netbook…?
Riccardo
Questa sembra essere la spiegazione tecnica del comunicato:
“By intelligently eliminating performance degrading free space fragmentation, HyperFast Flash technology actually reduces the aggregate erase-write cycles the SSD would otherwise incur during normal usage.”
Monsieur Duball
Dal momento che prima o poi tutti i dispositivi di memorizzazione saranno per PC saranno SSD (esenti da calo di prestazioni da frammentazione) e i dischi magnetici spariranno, Diskeeper Corp. si dovrà pure inventare qualcosa per non chiudere bottega. I software anti-frammentazione hanno i giorni (diciamo mesi) contati
LjL
Mah, sul “prima o poi” posso anche essere d’accordo, ma propendo più sul “poi” che sul “prima”… non dimentichiamo che il prezzo per byte è ancora su un livello completamente diverso tra le due tecnologie.
In ogni caso, la spiegazione tecnica mi lascia ancora perplesso. Se non altro si parla di “cicli cancellazione/scrittura”, che è qualcosa di specifico per gli SDD…
Ma con ciò? La gestione di una memoria a stato solido che si rispetti è concettualmente piuttosto semplice: quando si deve scrivere, evitare il più possibile di scrivere su un blocco che è già stato scritto di recente; o in altre parole, fare in modo che tutti i blocchi abbiano alle spalle, in linea di massima, lo stesso numero di scritture.
Questo è ovviamente per evitare che la memoria “muoia” prima del tempo, visto che ogni blocco può essere scritto un numero di volte limitato prima di rompersi, e se si insistesse a scrivere sempre sullo stesso blocco, ciao.
Non vedo come questa strategia lasci spazio ad altre volte a migliorare le prestazioni (a meno che non sia implementata male). Se c’è da scrivere, si scrive su un blocco mai usato prima (se c’è), oppure, idealmente, si sovrascrive il blocco modificato più in là nel tempo (mettendoci un po’ di più perché bisogna prima cancellare).
Forse è il fatto di dover impiegare tempo per cancellare blocchi già scritti a essere considerato il “calo di prestazioni del 20%”, ma non vedo proprio come questo sia evitabile: prima o poi, più prima che poi, la memoria sarà pure stata tutta scritta.
Wikipedia a un certo punto dice: “Windows is optimized for hard disk storage, handling data in small chunks (e.g. 0.5KiB); flash drives use larger page sizes (e.g. 4KiB).[21] The factors that reduce the speed include the fact that Windows uses larger files, as well as the fact that Windows’ background services constantly access the disk. The final problem is that the NTFS file system isn’t well suited for these flash disks.”
Forse il succo della questione, quindi, è semplicemente mettere una pezza al fatto che si usi il filesystem sbagliato. Il fatto poi che si parli di InvisiTasking (che è la tecnologia di Diskeeper per cui, in soldoni, il computer continua a spostare dati qua e là sul disco, e quindi a scrivere dati più spesso del necessario) mi fa pensare che questo sistema non possa che portare, alla fine, a una morte leggermente prematura della memoria.
scorpione
se una memoria ha un ciclo di vita per esempio 10000 scritture
non riesco a capire come fanno a migliorarle. dopo 10000 scritture
deve morire e la regola. non penso che facciano miracoli, lo fanno
solo per venderci questi ssd ancora troppo costosi. O scendono i
prezzi di parecchio, se no per me se li possono tenere su gli scaffali
come soppramobili